Che poi lo fanno e io non ve lo avevo mai detto…
È noto che in televisione, e soprattutto nei talk show di intrattenimento (premesso che io guardo solo, e raramente, Victor Victoria), siano molto ricercate le interviste a quei personaggi che proprio in televisione hanno pochissimo spazio. Questo perché vediamo un volto, ma non lo associamo immediatamente a qualcosa di noto, spesso nemmeno al suo nome. Banalmente si rimane davanti allo schermo per cercare di associare il proprio ricordo a qualche altra informazione, un meccanismo che non funziona con personaggi più noti. In questo senso la voce è una componente fondamentale. Trascina, coinvolge, cattura l’ascolto perché rimane impressa nella mente di chi guarda, ma non si associa a un volto. È un fenomeno unico che funziona soprattutto associando quella particolare voce ad un evento ripetuto, ad un appuntamento fisso, come la voce di chi legge le previsioni del tempo, delle indicazioni sul navigatore o dei trailer al cinema. La voce si attacca a quell’evento e non c’è scampo: si riconoscerà sempre.
Voglio un programma in radio sulle voci che ci legano allo sport. Una puntata per ogni sport con ospite la sua “voce”. In particolare, questi:
- Atletica, istituzionalmente Franco Bragagna
- Basket, con particolare riferimento all’NBA, Federico Buffa
- Calcio, tra i tanti, tantissimi, scelgo Stefano Bizzotto
- Formula1, l’uomo che accompagna il sonno sul divano di tutti noi, Gianfranco Mazzoni
- Motomondiale, un uomo solo, Guido Meda
- Poker, che si suda più che a calcetto, Maurizio Caressa
- Premier League, che è un altro sport rispetto al calcio, Massimo Marianella
- Sci, che dev0 capire perché se uno “sta andando bene” arriva 18esimo e se “troppo seduto” arriva secondo, Carlo Gobbo
Come dite? L’hanno già fatto? No.












Interessante spunto di riflessione per un nuovo format radiofonico. Io aggiungerei anche Auro Bulbarelli per il ciclismo.